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Isola del Gran Sasso
D'Italia
Il
teatro in cui opera l'associazione è quello del
comune di Isola del Gran Sasso
,dove è situato anche il Santuario di San
Gabriele.Un paese di circa cinquemila abitanti,
situato in provincia di Teramo. Esso si colloca
ai piedi del Gran Sasso d’Italia, e parte del
suo territorio è all’interno del Parco Nazionale
del Gran Sasso e Monti della Laga.
Isola
medioevale
Adagiato nel
cuore di una valle magnifica, ampia, denominata
Valle Siciliana, al centro di una conca
circondata da dolci colline, alla confluenza del
torrente Ruzzo
e del fiume Mavone (da cui il suo nome “Isola”),si apre in un degradare di declivi
e di verde intenso e vivo ,di campi lavorati, di vigneti, di
oliveti e di frutteti; con a ridosso boschi,
pascoli, nevi perenni ed il magnifico teatro
roccioso delle creste che si elevano per circa
25 Km, dal Camicia all’Arapietra; e su tutte
svettante, imponente, superbo il Corno Grande
con i suoi 2500m di “Paretone”(l'altezza sul
livello del mare è 2912metri).

Il Gran Sasso Visto da Forca di Valle
Tutto intorno
i numerosi e laboriosi borghi casali e chiese .
Nel
territorio comunale è possibile ammirare infatti
la parrocchiale di San Massimo, datata 1420, al
cui interno è presente un pannello di 15
mattonelle di maioliche, realizzato nel 1753 da
Andrea Pompei di Castelli e raffigurante un
Madonna con Bambino fra San Berardo e Santa
Colomba (figli dei conti di Pagliara e di cui il
primo diverrà vescovo di Teramo e
poi attuale patrono;si narra del miracolo che
Santa Colomba in ritiro nel suo eremo ,appunto
chiamato eremo di Santa Colomba, compi' quando
il fratello Berardo andò a trovarla facendo
fiorire un ciliegio a gennaio per poter offrire
i frutti all'amato fratello.).
Immediatamente fuori dal perimetro
dell’insediamento antico sono da ricordare
l’icona di San Sebastiano, la chiesa di Santa
Lucia e la Cappella di San Leonardo e la
chiesa di San Cassiano a Cesa d Francia . A circa due
Km dal paese sorge la chiesa di San Giovanni ad Insulam,esempio di arte romanica
le cui catacombe ,

Catacombe
di San Giovanni ad Insulam
tra le più antiche in Italia ,
furono un sicuro rifugio dei primi cristiani per
officiare i propri riti,perseguitati come erano
al tempo dei romani,prima dell'imperatore
Costantino.

Chiesa della neve a Casale San Nicola
Storia
L'intera zona (attualmente appartenente alla
comunità montana del Gran Sasso)prende il nome
di Valle Siciliana proprio perchè ivi
ripararono popolazioni sicule per scampare alle
invasioni barbariche dopo la caduta dell'Impero
Romano d'Occidente ,cosi' in queste
zone impervie trovarono miglior rifiugio le
popolazione abruzzesi per gli stessi motivi.
Il
nucleo storico del comune nasce come
stratificazione e fortificazione di abitazioni ai piedi del
Castello dei Conti di Pagliara roccaforte,posta
in alto ,sopra a Pretara (frazione di Isola con
amministrazione separata)da cui si scorgeva
l'intera vallata e di cui oggi rimangono ruderi
con sotterranei non accessibili e coperti
di mistero che sono stati oggetto di furtive
discese notturne arrivando financo sottostanti
carceri dove pare ci siano cunicoli e passaggi
segreti che portano molto lontano.
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Il
borgo andò via via sviluppandosi per dimensione
ed importanza facendo leva sulla sua posizione di crocevia
di commerci (e di pedaggi) in particolare comuni limitrofi.

Ruderi del
Castello di Pagliara
''
Nel 1173 il castello dell'Isola
di Penne (nome del paese nei documenti di quel
periodo), era ancora tra i possedimenti dei
Conti di Pagliara e il paese contava 48
famiglie.
Verso il 1215, secondo una
tradizione mai smentita, San Francesco d'Assisi
venne ad Isola e vi fondò un convento per i suoi
frati chi vi rimasero fino al tempo delle
soppressioni napoleoniche; tale convento è
l'attuale
Santuario di San Gabriele.
I Pagliara governarono tutta la
Valle Siciliana, quindi anche Isola, fino al
1340, quando se ne impossessarono gli Orsini.
Dopo varie vicende, questi nel 1526, affidavano
i loro possedimenti a Re Carlo V, che assegnò la
zona al Conte D. Ferrante Alerçon y Mendoza.
Una testimonianza del periodo di
tale personaggio la si ritrova nella chiesa
parrocchiale di Isola, su una lapide della
cappella del battistero.
I Mendoza dominarono il
territorio Isolano fino a quando Re Giuseppe
Napoleone Bonaparte, con la legge del 2 agosto
1806, abolì per sempre il sistema feudale.
sorsero allora, al posto delle antiche
"Università Agricole" dell'Isola Pagliara,
Casale San Nicola, Cerchiara, Forca e Collalto, il Comune
di Isola comprendente le frazioni di: Casale San
Nicola, Fano a Corno ,
Cerchiara*,
Varano, Forca di Valle, Cesa di Francia, San
Gabriele, Pacciano, Frisoni, Collalto, Trignano,
San Giovanni, Tembrietta, Capsano, Colliberti,
San Massimo, Pretara, Ceriseto, San Pietro e
Villa Piano.
Nel 1821 anche a Isola nacque la
società segreta detta "Carboneria"; il gruppo
era composto da 52 iscritti tra i quali
emergevano importanti personalità come Leonardo
Madonna, Giuseppangelo De Angelis, Francesco
Paolo Petrilli e Francesco Mezzanotte.
Dopo l'Unità d'Italia, nella
Valle Siciliana emerse il fenomeno del
Brigantaggio; le contrade della zona erano
sconvolte da violenti scontri armati tra i
reparti delle milizie regie e le bande
brigantesche del "capitano" Bernardo Stramenga
di Villa Passo di Civitella e di Angelo Florj
due pericolosi capibanda che, forti di oltre
centocinquanta uomini, scorazzavano indisturbati
per tutta la valle, seminando ovunque terrore e
sangue. Angelo Florj, di Isola, si proclamava
comandante della sesta compagnia realista,
composta da una cinquantina di uomini. Nascosto
tra gli anfratti del Monte Corno spadroneggiava
ovunque nelle contrade della zona, tentando più
volte di penetrare anche in Isola, ma sempre
senza esito perché questa si teneva ben accorta
chiudendo ogni sera le sue tre porte di ingresso
proteggendole con pesanti sacche di sabbia. Uno
squadrone di suoi uomini si dice fosse comandato
da una donna, chiamata "Cianella" (Lucia Cardi).
"Cavalcava con destrazza e maneggiava il fucile
come un uomo". Si diceva anche che fosse
l'amante del capobanda Florj che trovò la morte
a Cesa di Francia ucciso a tradimento da un suo
compagno di scorrerie.
Nel 1863 il Comune prese il nome
attuale di Isola del Gran Sasso d'Italia.
Attualmente conta poco meno di 5000 abitanti.''
wikipedia
*
Note particolari vanno soprattutto alla frazione
di Cerchiara
per approfondire
clicca
qui
foto Isola
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Castelli
Un altro comune di particolare
interesse storico ed artistico incluso nel
nostro percorso è il comune di Castelli
conosciuto in tutto il mondo per le sue
ceramiche e la sua argilla sito a una
decina di km dal Santuario.
Il
paese di Castelli, borgo circondato da un
paesaggio agricolo e da calanchi argillosi.
Castelli
E’ proprio la presenza dell’argilla, insieme a
quella dell’acqua (per l’impasto) e della legna
(per i forni), che portò una comunità di monaci
benedettini, forse nove o dieci secoli fa, ad
iniziare la produzione della ceramica. Da allora
il paese è vissuto di ceramica, fino ad arrivare
al ‘600 e al ‘700, quando grandi maestri hanno
fatto di questo prodotto un’arte veramente
raffinata, apprezzata anche nelle corti dei re.
Alla scuola delle famiglie dei Grue, dei Gentile
e dei Cappelletti si devono oggetti di
particolare bellezza.
Nel paese è possibile visitare la chiesa di
San Giovanni Battista che conserva una pala
d’altare in ceramica realizzata nel 1647 da
Federico Grue.
Lungo il borgo ci sono numerosissime botteghe
dove ancora oggi si producono e si vendono tanti
oggetti di questo pregiato materiale. Appena
sopra il paese si trova il Convento dei Minori
Osservanti, che oggi ospita il Museo della
Ceramica che conserva alcuni interessanti
oggetti della scuola delle famiglie Grue,
Gentile e Cappelletti.
Oltre l’abitato di Castelli, a circa un
chilometro, si trova la chiesetta di San
Donato
.
Il
Soffitto
maiolicato di San Donato
Questa chiesa fu edificata al posto di una
precedente cappella agreste sorta verso la fine
del XV secolo, la quale era stata adornata sul
soffitto con mattoni maiolicati. I mattoni
originali, rappresentanti figure femminili e
maschili, animali e stemmi sono oggi conservati
nel Museo delle Ceramiche. La chiesa come si
presenta oggi è stata ricostruita nei primi anni
del 1600 e anch’essa adornata con mattoni
maiolicati sul soffitto, dipinti secondo lo
stile dell’epoca.
Il soffitto di questa nuova chiesa, dipinto tra
il 1615 e il 1617, è unico nel suo genere sia in
Abruzzo che nel resto d’Italia.
Orsini-Colonna XVI sec.
Storia
Prende il nome da un arroccamento di case unite
fisicamente con la roccia a strapiombo,il che lo
rende simile ad un castello,avvenuto in epoca
carolingia IX-X sec.,per motivi si di sicurezza.Il
villaggio diventa dopo poco feudo dei conti di
Pagliara e successivamente vi si insediano i
monaci benedettini nella Badia di San
Salvatore(che ospiterà papa Pasquale II in fuga
dall'imperatore Arrigo V).
Poi
il feudo intorno al 1300 passa agli Orsini fino
al 500 quando diventa marchesato dei Mendoza per
volere di Carlo V .
Nel
700 ci fu una rivolta contro i Mendoza rei di
essersi appropriati di una tassa dell'università
di Castelli inique tasse sulla fabbricazione
delle maioliche.
foto Castelli
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