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Paesaggi    
   
     

L’intera zona definibile come Comunità Montana del Gran Sasso in cui sono situati ,tra gli altri,i comuni di Isola del Gran Sasso e Castelli,nonché il Santuario di San Gabriele ,è circondata ad arco dalla più imponente massicciata di tutto l’Appennino.

In special modo il Gran Sasso (Corno Grande 2912m e Corno Piccolo 2655m) il monte Camicia ,il monte Prena etc..

    

Questa catena ha origini relativamente recenti e si sono innalzate a causa dei movimenti tettonici di tipo compressivo(che ha determinato l’emersione  dalle acque del mare che ricopriva l’intera zona, ancora oggi infatti si possono trovare nella pietra delle montagne, fossili di pesci di mare ) ancora oggi attivi che causano accumulo di energia elastica e rilascio sotto forma di sisma(sebbene il versante teramano è storicamente meno soggetto ai forti terremoti che invece riguardano il versante aquilano con epicentri nelle zone dell’Aquila,Avezzano,Sulmona e ne subiscono un contraccolpo indiretto e comunque meno intenso.)

    

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''Da un punto di vista geomorfologico, il  Gran Sasso è un massiccio di origine sedimentaria costituito da dolomia, calcari, generalmente compatti, e marne.

Originatosi circa 6 milioni di anni fa (Miocene), nel contesto dell'emersione degli Appennini, subì successivamente fasi di spinta e compressione che generarono una serie di fratture e di abbassamenti (Val Maone, Valle del Venacquaro, Campo Pericoli, Campo Imperatore). Su queste, a partire da 600.000 (Günz) fino a circa 10.000 (Würm) anni fa, agirono le forze erosive delle glaciazioni.

Queste ultime hanno lasciato segni particolarmente evidenti, soprattutto sul versante settentrionale del gruppo: piccoli circhi glaciali caratteristici sono individuabili, ad esempio, nella zona del Monte S. Franco (valli dell'Inferno e del Paradiso), ma anche in prossimità del Monte Aquila e del Monte della Scindarella. I ghiacciai più grandi rappresentavano punti di convergenza naturali di questi circhi glaciali posti più in alto; ad esempio, il ghiacciaio che occupava Campo Pericoli si alimentava dai circhi posti a nord delle creste del Corno Grande, del Monte Aquila, del Monte Portella e del Pizzo Cefalone. In queste conche la neve si compattava e si trasformava in ghiaccio, che confluiva in Val Maone verso Pietracamela, dove sono visibili ancora oggi resti morenici risalenti alla glaciazione del Riss. Poiché le glaciazioni successive hanno cancellato i segni lasciati da quelle precedenti, e poiché la glaciazione del Riss è antecedente a quella del Würm, questa morena rissiana è una delle rare prove del fatto che le valli del  Gran Sasso  sono state occupate dai ghiacciai più e più volte nel corso del Neozoico.

 

Data la sua elevazione, che la differenzia dalle altre catene appenniniche, il massiccio è ben visibile da tutti i principali gruppi montuosi dell'Appennino, dal Monte Conero e anche - nelle giornate particolarmente limpide - dai massicci montuosi della Dalmazia. L'altitudine, la composizione delle rocce, il tipo di erosione a cui è stato soggetto, fanno del Gran Sasso  la montagna appenninica più simile ai gruppi alpini dolomitici.

Il 22 agosto 2006 nella parete nord (il paretone) del Corno Grande si è verificata una frana di grandi dimensioni (da 20.000 a 30.000 m³ di roccia si sono distaccati dal quarto pilastro).''

wikipedia

 

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Queste immense e primordiali forze e spinte agenti nel sottosuolo hanno plasmato l'ambiente ed  i paesaggi in maniera cosi' variegata   da assistere ,in brevi distanze , a bruschi cambiamenti di morfologia del terreno passando da strapiombi e zone impervie a  pianure ed altipiani estesi o a morbidissime colline ,cascate a ripidissime ,torrenti impetuosi e poi un placido laghetto o una pianura semidesertica il tutto   in un unicum spettacolare .

La zona in questione rientra ,,centri urbani compresi(in parte)del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e la fauna e la flora sono ricchissime(recentemente sono state scoperti nuovi tipi di piante e di insetti mai catalogati) la presenza del lupo,della volpe,del camoscio,dell'orso,del cervo sono parte integrante dell'ambiente circostante

Il tutto  rende l'intera zona una attrazione irresistibile non solo per trekker esperti e scalatori (da ogni parte del mondo)ma anche per un  turismo più esteso che si sta evolvendo dal modello 'mordi e fuggi' ( 'fast tourism' di qualche giorno) ad un modello meno frenetico ('slow tourism') arrivando in estate  a far raddoppiare  la popolazione residente.
Una volta visitate simili bellezze è difficile non tornarci (anche in questo è lo scopo della nostra associazione.

Tra le numerose ricchezze naturali della zona merita un discorso a parte la popolarissima acqua del Gran Sasso,  dalla indubbia salubrità e pare  proprietà benefiche e che spinge ogni anno migliaia  di visitatori a farne incetta. Un’acqua quella del Gran Sasso tanto cara a San Francesco d’Assisi prima e a San Gabriele santi che hanno glorificato lo spazio sacro del Santuario.Sarà per questo che i fedeli non lasciano il Santuario senza prelevarne  una bottiglia  a cui ,'vox populi' ,si attribuiscono proprietà 'taumaturgiche'.

   

 

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